Google Discover: svelati i segreti per scalare l’algoritmo!

Scopri come superare le insidie dell'algoritmo ombra di Google Discover, ottimizzando i tuoi contenuti per massimizzare la visibilità e raggiungere un pubblico più ampio.
  • Calo drastico: testata sportiva da 250.000-300.000 click a zero.
  • Predilezione per notizie sensazionalistiche, a discapito della qualità.
  • Ottimizzare la user experience su mobile è fondamentale.

Google Discover si propone come uno strumento innovativo, integrato nei sistemi operativi Android e nell’app Google, con l’ambizione di personalizzare l’esperienza utente attraverso un flusso di contenuti selezionati in base agli interessi individuali. L’obiettivo dichiarato è di agire da motore di scoperta, offrendo visibilità a notizie ed articoli che altrimenti resterebbero celati. Tuttavia, dietro la promessa di personalizzazione si cela una realtà complessa: l’algoritmo di Discover sembra, in determinate circostanze, penalizzare i contenuti di elevata qualità, privilegiando al contrario informazioni più immediate, a volte sensazionalistiche, provenienti da fonti ben consolidate nel panorama mediatico.

Questo fenomeno, ribattezzato da molti esperti SEO come “algoritmo ombra”, solleva interrogativi fondamentali sull’ecosistema dell’informazione online e sulle strategie che gli editori devono implementare per ottenere visibilità. La personalizzazione promessa si trasforma, per alcuni, in un vero e proprio percorso ad ostacoli.

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L’esistenza di questo “algoritmo ombra” non è un segreto. Si manifesta attraverso una serie di indicatori specifici che gli esperti del settore hanno imparato a riconoscere. Il calo improvviso e inatteso del traffico proveniente da Discover è uno dei segnali più evidenti. Si assiste, in questi casi, ad una diminuzione delle impressioni, ovvero del numero di volte in cui un determinato articolo viene mostrato agli utenti. Allo stesso tempo, si registra un basso CTR (Click-Through Rate), ovvero la percentuale di click ottenuti rispetto alle visualizzazioni, nonostante un posizionamento apparentemente favorevole all’interno del feed di Discover. Infine, un ulteriore campanello d’allarme è rappresentato dalla difficoltà nel far rientrare un articolo nel circuito di Discover dopo aver subito un calo iniziale di visibilità.

Una delle criticità maggiori legate all’operato di questo “algoritmo ombra” è rappresentata dall’apparente penalizzazione dei contenuti di elevata qualità. Articoli frutto di un lavoro di ricerca approfondito, caratterizzati da un’analisi accurata e da un elevato valore informativo, sembrano faticare a conquistare visibilità all’interno di Discover, mentre notizie più superficiali, costruite su toni sensazionalistici o provenienti da fonti di dubbia autorevolezza, riescono a catturare un pubblico più ampio. Si crea, in questo modo, uno squilibrio che rischia di compromettere la qualità complessiva dell’informazione disponibile online.

Diverse sono le ipotesi formulate dagli esperti SEO per spiegare le possibili cause di questa penalizzazione. Innanzitutto, si ipotizza una predilezione dell’algoritmo per le notizie sensazionalistiche, ovvero per quei contenuti in grado di generare un forte coinvolgimento emotivo nell’utente, anche a discapito della veridicità e dell’accuratezza delle informazioni. In secondo luogo, si sospetta un favoritismo nei confronti delle fonti consolidate, ovvero di quelle testate giornalistiche e di quei grandi editori che godono già di una posizione di rilievo all’interno del panorama mediatico. Questo meccanismo finirebbe per penalizzare i siti più piccoli e indipendenti, anche quando questi ultimi producono contenuti di qualità superiore. Infine, non si esclude la presenza di problemi legati all’interpretazione dei parametri E-E-A-T (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness), ovvero di quei criteri che Google utilizza per valutare la qualità di un contenuto. L’algoritmo potrebbe, in altre parole, avere difficoltà a riconoscere e valorizzare correttamente i segnali E-E-A-T, penalizzando ingiustamente siti che, pur essendo autorevoli nel loro settore, non dispongono di una presenza online altrettanto consolidata.

Da non trascurare, inoltre, è l’importanza della user experience. Discover è, per sua natura, un’esperienza pensata principalmente per dispositivi mobili. Di conseguenza, quei siti web che presentano una user experience non ottimale su smartphone e tablet, caratterizzata ad esempio da tempi di caricamento eccessivamente lunghi, da un design non responsivo o dalla presenza di pubblicità invasive, rischiano di essere penalizzati. Infine, è necessario prestare attenzione all’utilizzo del clickbaiting. Sebbene alcuni sostengano che l’utilizzo di titoli sensazionalistici e di tecniche di acchiappa-click possa, in un primo momento, generare un aumento del traffico, è importante sottolineare che un ricorso eccessivo a queste pratiche rischia di comportare una penalizzazione a lungo termine da parte di Google.

Analisi di un caso reale: la testata giornalistica sportiva

Un esempio concreto e significativo di questa problematica è rappresentato dal caso di una nota testata giornalistica online specializzata in ambito sportivo, monitorata attentamente da Mr. Web Consulting. A seguito del Core Update rilasciato da Google nel giugno 2025, il sito web ha subito un drastico calo del traffico proveniente da Google Discover, passando da una media giornaliera di circa 250.000-300.000 click a zero nel giro di pochi giorni. Un evento improvviso e apparentemente inspiegabile che ha generato non poca preoccupazione all’interno della redazione.

L’analisi approfondita del caso ha consentito di individuare diverse possibili cause alla base di questo crollo. In primo luogo, non si esclude l’insorgenza di problemi tecnici, legati ad un aggiornamento del CMS (Content Management System) o all’installazione di un nuovo plugin. Questi interventi potrebbero aver compromesso l’accessibilità, la performance o la leggibilità delle pagine web. In secondo luogo, si ipotizzano modifiche recenti potenzialmente controproducenti, quali cambiamenti al layout del sito, ristrutturazioni delle categorie, modifiche alla formattazione dei contenuti o all’inserimento di nuovi spazi pubblicitari. Anche questi interventi, apparentemente innocui, potrebbero aver influito negativamente sulla percezione del sito da parte di Google.

Un’ulteriore ipotesi è rappresentata dall’applicazione di penalizzazioni manuali a seguito della violazione delle policy di Discover. Google, infatti, si riserva il diritto di rimuovere o limitare la visibilità di contenuti che violano le linee guida stabilite, ad esempio nel caso di contenuti ingannevoli o pratiche fraudolente. Non si esclude, infine, una regressione nella qualità percepita dall’algoritmo di Google. La pubblicazione di contenuti superficiali, derivativi, caratterizzati da titoli sensazionalistici o da problemi legati ai parametri E-E-A-T potrebbe aver compromesso la valutazione complessiva del sito da parte dell’algoritmo. Infine, è importante considerare la possibilità che, se gli utenti che hanno mostrato regolarmente interesse per i contenuti del sito iniziano a cercare altrove o a preferire altre fonti, l’algoritmo di Discover potrebbe diminuire gradualmente la visibilità del sito nel loro feed.

Per comprendere al meglio le dinamiche che regolano l’algoritmo di Discover, è fondamentale analizzare le cause che hanno determinato il crollo del traffico di questa testata giornalistica sportiva. L’esperienza maturata in questo caso specifico può fornire indicazioni preziose per tutti quegli editori che si trovano a fronteggiare una situazione analoga.

Strategie seo per emergere: una guida completa

Nonostante le difficoltà poste dall’esistenza di questo “algoritmo ombra”, è possibile implementare una serie di strategie SEO volte ad ottimizzare i contenuti per Google Discover e massimizzare le possibilità di ottenere visibilità. L’approccio ideale si basa su una solida combinazione di fattori tecnici, contenutistici e promozionali.

Il primo passo consiste nel rafforzare le fondamenta del sito web, prestando particolare attenzione ai parametri E-E-A-T e alla user experience. Per quanto riguarda l’E-E-A-T, è fondamentale dimostrare esperienza diretta sull’argomento trattato, citare fonti autorevoli e trasparenti. Sul fronte della user experience, invece, occorre ottimizzare la velocità di caricamento del sito, adottare un design responsivo e ridurre al minimo la presenza di pubblicità invasive.

Successivamente, è necessario concentrarsi sull’ottimizzazione tecnica avanzata del sito. Le immagini devono essere di alta qualità, pertinenti e ottimizzate per dispositivi mobili, con un testo alternativo descrittivo. È importante utilizzare i dati strutturati per fornire a Google informazioni dettagliate sul tipo di articolo, sull’autore e sulla data di pubblicazione. Infine, è fondamentale assicurarsi che il sito sia completamente ottimizzato per la mobile-first indexing, ovvero per l’indicizzazione basata sulla versione mobile del sito web.

L’elemento centrale di qualsiasi strategia di successo è rappresentato dai contenuti. È necessario creare contenuti che siano originali, pertinenti e in grado di soddisfare uno specifico bisogno informativo dell’utente. La scelta dei titoli e delle anteprime è altrettanto cruciale: devono essere accattivanti ma non ingannevoli, in grado di incuriosire l’utente e invogliarlo a cliccare sull’articolo. Un’ulteriore opportunità è rappresentata dalle Web Stories, un formato visuale coinvolgente che può aumentare la visibilità su Discover. Infine, è importante generare conversazioni social attorno ai propri contenuti, condividendoli sui social media e incoraggiando gli utenti a commentare e interagire.

Il successo su Google Discover non è un evento isolato, ma il risultato di un processo continuo di monitoraggio e adattamento. Occorre, pertanto, analizzare regolarmente i dati di Google Search Console per comprendere le prestazioni dei contenuti su Discover, monitorare il comportamento degli utenti sul sito e adattare le proprie strategie in base ai risultati ottenuti. L’algoritmo di Discover è in continua evoluzione, per questo è importante rimanere aggiornati sulle ultime tendenze e adattare le proprie strategie di conseguenza.

Strategie seo: oltre le tecniche, la comprensione umana

Nel complesso e mutevole panorama del SEO, focalizzarsi esclusivamente sulle tecniche può rivelarsi limitante. Comprendere a fondo le dinamiche umane che guidano la ricerca e la scoperta di contenuti è fondamentale. Google Discover, con il suo “algoritmo ombra”, ci ricorda che la qualità e l’originalità dei contenuti non sono sempre sufficienti per garantire la visibilità.

Una nozione base di SEO, spesso sottovalutata, è l’importanza della link building. Ottenere link da siti autorevoli e pertinenti al proprio settore contribuisce a rafforzare la credibilità del sito agli occhi di Google, aumentando le possibilità di comparire su Discover. Allo stesso tempo, una nozione avanzata di SEO ci invita a riflettere sul concetto di entità. Google non si limita ad analizzare le parole chiave, ma cerca di comprendere il significato profondo dei contenuti, identificando le entità (persone, luoghi, concetti) a cui si riferiscono. Ottimizzare i contenuti per le entità, anziché per le sole parole chiave, può migliorare significativamente la loro visibilità su Discover.

Al di là delle tecniche, è importante interrogarsi sul ruolo dell’informazione online e sul modo in cui gli algoritmi influenzano le nostre scelte. La sfida per gli editori non è solo quella di “battere” l’algoritmo, ma di creare contenuti che siano realmente utili, interessanti e in grado di arricchire la vita dei lettori. Solo in questo modo sarà possibile superare l'”algoritmo ombra” e conquistare un posto di rilievo nel panorama dell’informazione digitale.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)
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